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Desolfatatore "gigapulse" per rigenerazione batteria tipo piombo-acido o piombo-gel con controllo del processo: ultime modifiche

Versione finale del desolfatatore gigapulse

In questa versione definitiva sono state fatte alcune migliorie frutto del processo di ottimizzazione in corso d'opera di questo desolfatatore, modifiche atte a migliorarne la resa e il funzionamento.

Versione finale desolfatatore gigapulse

In questa versione è stata aumentata la frequenza dell'oscillatore 40106-1 riducendo la capacità verso massa (C1).
Ora la frequenza si aggira sugli 8Khz.
Il diodo D3 è stato rimpiazzato con un diodo fast recovery più adatto a funzionare sul fronte di salita dell'impulso prodotto da L1, il circuito di misura è stato separato da quello di carica-desolfatazione al fine di ovviare al problema della circolazione di una corrente su L1-D3 quando la tensione della batteria era inferiore a quella di alimentazione, alterando (anche se di poco) la misura della resistenza serie della batteria.
Per il resto, sono stati inseriti ulteriori condensatori di stabilizzazione dell'alimentazione, sono state, sullo stampato millefori, aumentate le sezioni delle piste dove passa maggior corrente.
Infine è stata messa una piccola aletta di raffreddamento (più per precauzione che per bisogno) sul transistor T1 in quanto scaldava leggermente.
In realtà ci sono tante altre modifiche che potrebbero essere fatte a fini migliorativi, la verità è che ci siamo fermati a questo risultato perché risulta soddisfacente.

Desolfatatore gigapulse: versione finale del circuito (foto)

Circuito desolfatatore gigapulse acceso visto da sopra Circuito desolfatatore gigapulse acceso visto da sopra
Circuito desolfatatore gigapulse acceso visto da sotto. Si nota la resistenza di carico per eseguire la prova della resistenza interna della batteria (di colore nero) Circuito desolfatatore gigapulse acceso visto da sotto. Si nota la resistenza di carico per eseguire la prova della resistenza interna della batteria (di colore nero)
Circuito desolfatatore gigapulse acceso visto da sopra Circuito desolfatatore gigapulse acceso visto da sopra

Come si vede dalle foto, è stato messo un piccolo dissipatore sul transistor che pilota l'induttanza e sono stati aggiunti diversi condensatori ad alta velocità (ricavati da una scheda madre di un PC) per stabilizzare l'alimentazione.
Inoltre si nota il diodo fast recovery di fronte all'aletta di raffreddamento.
Sotto le piste dove passa molta corrente sono state sormontate con un conduttore adatto, il tutto stagnato.
Per alimentare il tutto è stato utilizzato un piccolo alimentatore stabilizzato da 12V 1,5A.
Attenzione a non utilizzarne uno troppo potente, producendo inavvertitamente un corto in uscita si potrebbe bruciare il diodo D3 prima che intervenga la limitazione di corrente dell'alimentatore.

Desolfatatore gigapulse nella variante a mosfet

Sopra il circuito nella variante a mosfet. Il mosfet IRF540N è molto più veloce nella commutazione del transistor darlington, quindi produce dei picchi di tensione molto più accentuati a vantaggio di una migliore e più rapida desolfatazione. Il circuito per il resto è esattamente uguale.

Oscilloscopio utilizzato per eseguire le misure. Si tratta di un oscilloscopio analogico Metrix OX 860 da 100Mhz.

Oscilloscopio utilizzato per le misure.
Si tratta di un oscilloscopio analogico Metrix OX 860 doppia traccia da 100Mhz.

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