Il cablaggio in aria viene realizzato fissando dei supporti su cui vengono poi saldati i reofori dei componenti e i fili che servono per le interconnessioni. I supporti sono, di solito, di bachelite su cui sono presenti delle piazzole di rame stagnato per facilitare la saldatura dei componenti. E’ tuttora il metodo più usato a livello amatoriale nel campo delle valvole. Presenta il vantaggio di poter eseguire modifiche dell’ultimo minuto semplicemente usando il saldatore.
Il cablaggio in aria deve essere prima pianificato sulla carta, in modo da evitare gli errori e sapere a priori dove verranno piazzati i singoli componenti, evitando in questo modo di sovrapporli. Questo è il passaggio più importante che molte volte i neofiti saltano, presi dalla bramosia di vedere il risultato finale funzionante.
Si procede nel seguente modo: - Si prepara il telaio, si fanno tutti i fori di fissaggio dei trasformatori delle induttanze e di tutta la componentistica pesante. - Si fissano tutti i componenti pesanti. - Si montano gli zoccoli delle valvole. - Si montano le basette di supporto dei componenti. - Si realizzano tutti i collegamenti per i filamenti delle valvole. - Si saldano tutti i piccoli componenti, poi mano a mano quelli di dimensione maggiore.
Fase 1: foratura del supporto e montaggio degli zoccoli delle valvole e dei supporti dei componenti. Si montano i fili per i filamenti delle valvole (quelli neri twistati in basso)
Fase 2: Montaggio dei fili. Da notare: tutti i fili che portano corrente alternata ai filamenti sono “twistati†per elidere in campo magnetico generato e migliorare il rapporto segnale/rumore. Sarebbe stato meglio mettere le resistenze a filo metallico di grossa potenza a contatto con il telaio per "aiutare" la dissipazione termica. Questo non vale se il telaio è di materiale plastico o legno.
Esempio di cablaggio in aria di discreto livello. Tutti i componenti sono accessibili e non sovrapposti gli uni agli altri. A destra è stata montata una basetta di bachelite che funge da supporto per i componenti più piccoli. Tutti i componenti di grosse dimensioni sono stati fissati con delle fascette in teflon. Unica stravaganza il timer da quadro elettrico posto a sinistra per il ritardo dell'alimentazione anodica.
Esempio di un pessimo cablaggio in aria con componenti di notevole mole “appesi†e stratificati. Occorre avere un occhio anche per quello che riguarda la riparabilità , non è possibile dover smontare tutto per cambiare una resistenza interrotta sepolta sotto tutti gli altri componenti!! Sarebbe stato opportuno utilizzare un telaio più grande e magari trovare una soluzione di progetto per ridurre la lunghezza dei fili schermati che arrivano agli ingressi.
3 - Creazione di un supporto
All'occorrenza per fissare tutti i componenti si può utilizzare un supporto in legno con dei chiodini dorato fissati sullo stesso. Questo tipo di supporto si può creare su misura con una certa facilità .
Si prende un supporto in legno multistrato di un certo spessore (15-20mm) per dare solidità al tutto
Si fa seccare in un ambiente caldo e secco a temperatura abbastanza elevata (70-80°C) utilizzando un forno da cucina o similare, poi il supporto va verniciato per fare in modo che non assorba umidità dall'aria. La cosa migliore sarebbe impregnarlo sottovuoto
Come migliore alternativa si scalda della paraffina in un contenitore a temperatura superiore ai 100°C e poi si immerge il legno nella stessa. Il legno perderà umidità emettendo bolle di vapore. Quando non emette più bolle di vapore si fa raffreddare il tutto, la paraffina penetrerà in profondità nel legno e lo renderà immune dall'umidità . Si estrae il legno dalla paraffina prima che questa solidifichi completamente e si fa ulteriormente raffreddare togliendo l'eccesso di paraffina con uno straccio.
A questo punto si praticano dei fori non passanti con il trapano in corrispondenza ai punti in cui vorremo fissare i chiodini dorati che fungeranno da supporto, di diametro leggermente inferiore a quello dei chiodini. In alternativa ai chiodini si possono utilizzare delle piccole viti autofilettanti.
Si fissano con un martello i chiodini o si avvitano le viti.
Abbiamo finito, il supporto di fissaggio artigianale è pronto.
Sopra un esempio dell'impiego di questo tipo di supporto. Come si vede dalla foto è possibile produrlo su misura per le nostre esigenze, questo è un enorme vantaggio. Nella variate con la paraffina è particolarmente stabile e dura molti anni. Nell'esempio sopra sarebbe stato possibile fare un supporto più largo e includere anche gli zoccoli delle valvole facendo delle fresature circolari in corrispondenza degli stessi per accorciare i collegamenti dei componenti di supporto. Il supporto può essere fissato al telaio principale per incollaggio o semplicemente con delle viti.