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Riattivazione delle valvole NOS (New Old stock)

Riattivazione delle valvole NOS: premessa

Le valvole NOS (new old stock) ovvero componenti nuovi, quindi mai usati, ma vecchi come data di fabbricazione è bene che prima dell'uso o del matching vengano trattate con la procedura di riattivazione descritta in seguito al fine di ricondizionarle prima dell'utilizzo. Questo tipo di componenti lasciati ad invecchiare, nel tempo possono sviluppare un po' di gas all'interno (intrappolato in origine nel metallo degli elettrodi o nel vetro della valvola) che possono dare luogo a ionizzazione (il gas colpito dagli elettroni da origine a ioni positivi che poi vengono accellerati ed impattano sul catodo rovinandolo) con conseguente bombardamento di ioni degli elettrodi stessi o avere delle irregolarità nella distribuzione del torio o dell'ossido sulla superficie dei catodi.
Per ovviare a questi inconvenienti sfrutteremo il "getter" ancora presente all'interno per assorbire i gas e la temperatura del catodo e dell'anodo per attivare lo stesso. Inoltre sia nel caso si tratti di valvole con il catodo in tungsteno toriato che rivestito di ossidi, ricondizioneremo il catodo per uniformare la superficie di torio od ossido.

Riattivazione delle valvole NOS: procedura

  1. Alimentare il catodo con una tensione crescente, partendo da metà della tensione nominale fino ad arrivare alla tensione nominale in un tempo di almeno 4 ore.

  2. Lasciare il catodo acceso per almeno 12 ore alla tensione nominale di funzionamento.

  3. Collegare a massa tutte le griglie.

  4. Applicare la tensione anodica partando la valvola al 25% della potenza massima (monitorando la tensione e la corrente applicate) poi nell'arco di un paio di ore portarla alla potenza massima incrementando linearmente la potenza dissipata (in conformità con la retta di carico della valvola stessa).

  5. Mantenere la valvola alla massima potenza per un'ora.

Alla fine di questa procedura la valvola avrà riassorbito il gas presente all'interno senza traumi e sarà pronta per essere impiegata senza problemi.

Misura del vuoto e del risultato ottenuto con la procedura descritta sopra

Applicando il principio del vacuometro a ionizzazione si applica una tensione (qualche centinaio di volt in funzione del tipo di valvole) fra catodo e anodo senza scaldare ques'ultimo avendo l'accortezza di mettere in serie una resistenza (per limitare la corrente nel caso ce ne fosse bisogno). Verificando la corrente che passa per effetto della ionizzazione del gas prima e dopo il trattamento. In questo modo si può verificare il buon esito dello stesso per quello che riguarda il riassorbimento di eventuali gas.

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